03. La storia di come nasce la Casa di Marte

La storia di come nasce la Casa di Marte – Atto Terzo

IL MOMENTO DOVE LA NOTTE E’ PIU’ BUIA…

E’ QUELLO PIU’ VICINO ALL’ALBA… DI UN NUOVO GIORNO

Tutto, tutto cambiò e radicalmente. L’Angelo vestito da passante era l’Angelo della vita, prendendomi per un braccio mi mise in piedi davanti a lui, sfilò dolcemente il cappio dal mio collo, mi disse chi ero e cosa avrei potuto e dovuto fare da quel giorno, mi diede una casa dentro e una fuori, aprì le sue grandi ali e alzandomi in volo per 8 metri o forse 800 mi mostrò la luna… e disse: “Sarah, è lì che dobbiamo andare, ora quindi destati, apri il cuore, la mente, le ali… c’è molta strada da fare”.

A fianco del mio Angelo, della mia Guida, del mio Maestro universale, ogni visione della vita appariva ormai completamente stravolta e ribaltata, qualcosa che non proverò nemmeno a descrivere, non avrebbe senso. Ogni singolo gesto era casa, ogni singolo atto era il mattone della casa… anche fatica e sudore mi nutrivano di nuova linfa come nettare, tutto aveva trovato un suo senso, un suo ordine proprio e pieno, ogni più semplice e complessa domanda dispersa nell’infinito di stelle, prima di bambina e poi di ragazza, aveva finalmente trovato risposta… il suo posto, la sua casa… e famiglia, meraviglioso semplicemente meraviglioso, quale altro termine potrei usare per definire la vita oltre la vita, un dono inestimabile che ancora oggi fatico a spiegare, contenere, comprendere, ringraziare?

Ringraziare sì, perché è difficile non essere grati quando ti è stato donato il bene più grande, la vita, la vita vera non quella del semplice respirare, ma anche del capire perché, come, quando e dove poterlo attuare al meglio, la vita nel suo senso più pieno, nel suo dare nell’avere, nel suo avere nel dare, nel suo senso più vivo, intenso, dinamico, ispirato, partecipe… libero, puro, evolutivo e vero, in una parola tanto cara al mio Maestro, nel suo senso più con.sa.pe.vo.le! Il cuore sobbalza, ha bisogno di uscire… di dire la sua, di restituire… per non scoppiare per tutto questo amore germinato e vivo e ora grato nel petto.

Chiesi dunque un giorno al Maestro come avrei potuto almeno provare a restituire tutto quel bene, a ringraziarlo di tutta quella salvifica essenza da lui donatami… Lui, ancora una volta, come un marziano travestito da umano, mi sorrise nel suo personalissimo e perfetto modo di sempre… con i suoi occhi magnetici verdemare a scaldarmi l’anima, sospirò divertito e sornione, come chi già conosce la strada, la suprema via… quella che fluisce e nutre perfetta, armonica, già tua e che ti pare cucita addosso appena lui solo te la mostra, e aggiunse soltanto: “Ringraziami con un semplice grazie se ti dà gioia, nel frattempo impara l’arte dell’amore, impara la casa… il resto verrà come viene il mattino e poi la sera”.

Tempo dopo, come previsto, il mattino arrivò, avevo ormai ri.trovato pienamente me stessa, una nuova casa, una nuova dimensione, un nuovo lavoro dentro ad un nuovo significato… atto alla mia crescita, alla mia mission naturale, ero parte di qualcosa di maestoso… ora lo avevo ben capito e adesso capivo anche come poter ringraziare e onorare tutto questo… semplicemente provando a restituirlo! Capii quella mattina che avrei potuto fare quello che aveva fatto il mio Angelo e Maestro per me, diventare una via… una casa per chi vuole ripartire, un progetto per altri progetti, una possibilità di ri.nascita per anime orfane e cercanti, non certo tutte, alcune, anche fosse una sola, le stesse che leggendo questa semplice storia ne sentiranno il richiamo… quello della pancia, dell’anima che fa ritorno creando un’oasi di pace e zucchero, le stesse anime bisognose ormai di cambiarsi la pelle, di divenire qualcosa e di più, di ritrovare la gioia di un senso autentico, la gioia di una partenza, di una appartenenza, di un karmico ritorno a casa, la casa sì, quella vera, la loro, la nostra…

La Casa di Marte.

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