04. La Posta della Casa di Marte - Raccolgo una Rappresentativa Selezione di Corrispondenze con Anime Bussanti alla Casa di Marte

La Posta di Marte – Messaggio in bottiglia

Ciao Sarah, sono Erica, ho 27 anni e sono di Firenze.

Intanto grazie di esserci, il tuo sito tra tanti un po’ noiosi e scontati è molto interessante, sa entrare dentro e raggiungerti come pochi, mi ha tolto il respiro la lettura della tua storia, l’ho letta tutta d’un fiato, hai un modo di far scorrere le parole che mi somiglia, come un fiume in piena, poi finalmente dopo le rapide strizzastomaco del tuo racconto ho ripreso fiato ed era da tempo che non respiravo così. Per questo mille grazie. Sarai davvero tu il mio angelo salvavita “meraviglioso”?! Me lo sto chiedendo dal primo minuto.

E’ da settimane, mesi, forse anni che non sento più. Alcuni amici mi guardano, mi chiedono se sia triste, depressa o che altro. Rispondo che sì, sono triste, depressa e tutto quello che volete voi, ma poi non dico loro che una voce dentro di me continua a ripetere che è peggio, che non basta andare a una festa, che non basta un antidepressivo di qualsiasi genere a fare da tappo alle mie già prosciugate lacrime. E’ la mia anima che è spenta, smarrita, non la mia mente. A volte la sera resto da sola sdraiata nel letto con gli occhi aperti e cerco, cerco cosa, non so, forse un possibile risveglio, una via di fuga da questa gabbia opprimente?! Guardo il buio, lo fisso, e non mi sembra poi tanto buio, mi sembra di avere molta più oscurità dentro, più profonda di ogni possibile e conforme via di uscita. In quei momenti di buio pesto mi dico che vorrei essere triste almeno sentirei qualcosa. Non sento più nulla, sono come anestetizzata, dentro ad una bolla di finti respiri, di scontati piaceri, quotidiani doveri ed emozioni di carta, questa anestesia verso tutto e tutti, così razionale, logica, profonda consapevolmente radicata è la cosa che mi spaventa di più, che mi muove a domande più complesse… Non sento un solo sapore, non vedo un solo colore e non mi sembra che da qui, uno zombie circondata da zombie, potrei nuovamente tornare a sentirli. ET telefono casa! Tutto e tutti mi sembrano inutili, scontati e senza senso, me compresa, io per prima. Mi chiedo incessantemente se è possibile davvero che sia tutto qui, che tutto questo inconsapevole respirare sia quello che chiamano vita… un moto perpetuo tra uno stanco lunedì e una svogliata domenica a fargli da contenitore; poi per contro mi sento patetica, infantile, ingrata e ho la voce di mia madre mentre me lo dico, la sua espressione indecifrabile e drammaturga, perché non c’è nulla che non vada, ma non c’è nemmeno nulla che vada dove deve andare, che mi faccia sentire una qualsivoglia pienezza di sorta e sono stanca, molto. Resto semplicemente qui, vuota, senza senso, prestata alla comune sopravvivenza del così fan tutti, così, con la vita che mi scorre addosso ora dopo ora circondata da voci uguali e luci opache e cose già viste.

Ci stavo pensando sai, a quella soluzione estrema che dici… quella del tombino di fogna, ci stavo proprio pensando quando infine ti ho trovata. Un Caso? Vorrei far parte della tua casa Sarah, tornare a rinascere come hai fatto tu, a vedere la luce, non so perché te lo dico ma te lo sto dicendo, pazza? Forse, ma dimmi se c’è un modo per entrare dentro il tuo luminoso sogno, nei tuoi progetti, nella tua casa, un come trovare un faro in questa notte eterna, dimmi se ci può essere un quando, un dove… mi manca un Sogno, un sogno vero, un nuovo inizio, un nuovo traguardo e in un vero mondo, scusa l’eccesso di energia, sarà la forza della disperazione ma solo tra queste tue pagine ho sentito l’infinito richiamo… spero mi leggerai angelo “meraviglioso”, unico, spero tu mi raccolga come ha fatto il tuo angelo con te, ne ho davvero bisogno.

Erica.

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RISPONDO:

Ciao Erica,

grazie dell’energia che mi hai voluto regalare, l’ho sentita giungere forte e chiara. Il tuo “messaggio in bottiglia” credo meriti davvero di essere ascoltato e quanto più corrisposto al meglio.

Tanto per cominciare, ti invito a non sentirti sola, non più almeno. Capisco bene le tue parole, un tempo le medesime risuonavano deflagranti anche dentro me e sono le stesse di molte altre anime amiche che con il passare del tempo, anche grazie a questo blog, stanno bussando alla porta di questa piccola-grande casa riunendosi, scaldandosi e scaldandola sempre più e a questo esatto scopo.

Sì Erica, dentro quel vuoto, quel buio che non permette più di distinguere alcun colore, di sentire alcun sapore, in un tempo vicino e lontano ci ho navigato anch’io, ho come te annaspato in quelle acque ferme, ritrovandomi a galleggiare lontana e ferma come una zattera alla deriva e scambiando tutto questo per vita, un semplice galleggiare in un lago palustre. Non disperare, il tuo essere non è affatto tutto qui! Anzi, in completa onestà, il fatto che tu già riesca a vederlo, a renderti conto che qualcosa non torni è già un notevole e non scontato passo avanti, dentro e verso di te (verso di me…) e quanto più ti avvicini al tuo vortice, al tuo tombino, all’esasperazione, al dolore puro quanto più, sappi, sei pronta in realtà a lasciare andare false e illusorie credenze che imprigionano ed accecano e a vedere e cogliere nuove e più autentiche necessarie verità… opportunità.

Per quella che è la mia esperienza, il dolore è davvero uno scomodo alleato, ma molto molto prezioso. Amalo, rispettalo e prenditene cura! Il dolore non è mai fine a se stesso, ha sempre qualcosa da insegnare. Il dolore sa indicarci esattamente la via, sa dirci dove siamo, dove stiamo andando, dove non vogliamo più stare e dove invece siamo pronti finalmente ad incamminarci. Più di ogni altra cosa, il dolore, se ascoltato, percorso, compreso nel suo messaggio più profondo, illumina. Il dolore ci cambia quando più abbiamo bisogno di cambiare, ascoltalo fino in fondo Erica, perché anche se in questo istante non puoi ancora vederlo è un momento davvero molto prezioso quello che stai vivendo. Come mi sono sentita spesso ripetere in svariate forme dal mio Angelo e mentore, parafrasando Dante Alighieri, è proprio quando ti ritrovi nel ventre di Lucifero che stai per raggiungere il punto più vicino al paradiso, oppure, come ho scritto più semplicemente nella presentazione iniziale “il momento dove la notte è più buia è quello più vicino all’alba di un nuovo giorno”.

Cara Erica, in breve voglio provare a darti la buona energia di autentica speranza dicendoti che capisco a fondo la tua “disperazione” e il tuo sano bisogno di aiuto, per questo ti invito a farti forza e a sentirti già ripartita, in questo primo tuo gesto, in questa prima tua richiesta di aiuto c’è tutta l’essenza salvifica necessaria a una vera ripartenza e rinascita. Il primo passo è la consapevolezza del proprio dolore ormai giunto all’apice, il conseguente secondo passo è la richiesta di aiuto, il terzo e successivo passo se vorrai lo cercheremo insieme nella complicità di due anime semplici, cercanti… e curiose. Da quel punto, come mi chiedi, tutto sarà fattibile, la Casa di Marte non vuole essere soltanto uno spazio di possibile incontro e concreto aiuto benché esclusivamente virtuale, ma anche, dove possibile, uno spazio di sincero incontro, condivisione, crescita e fattiva progettazione reale a più livelli, che possa offrire nuove chance e nuovi riferimenti materiali, affettivi, valoriali e spirituali a chi, “orfano di patria”, ne dovesse sentire il richiamo, senza limite di età, sesso, razza ecc. Come dice il mio Angelo: “Nell’anima siamo tutti quanti uguali, diversi solo perché perfettamente complementari, fatti della medesima natura primaria e universale che chiede solo di riunificarsi… sinergicamente fecondi, come onde di un solo oceano, e lì è l’immenso, la gioia di ogni cosa”.

Spero di averti risposto come meglio mi chiedevi cara Erica. Non so, infine, se come tu dici, io possa essere il tuo angelo, ognuno ha il suo e ognuno è l’angelo di qualcuno oltre che di se stesso… e la tua ricerca è solo all’inizio, per il momento sarei onorata tu potessi fare uso delle mie ali.. per come meglio senti, sono qui apposta, aggrappati!

Risponderai presto lo so, intanto ti mando un abbraccio pieno di simpatia e amorevole calda energia!

Tua Sarah

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